Odontoiatria generale

Mantieni il benessere e la salute del tuo cavo orale

L’odontoiatria è quella branca della medicina che si occupa della prevenzione, della diagnosi, della terapia e riabilitazione delle patologie che colpiscono denti, gengive, ossa mascellari (mascellare superiore e inferiore o mandibola), articolazioni temporo-mandibolari (ATM), ghiandole salivari, tessuti neuro-muscolari e mucose orali.

Si tratta dunque in sostanza di competenza medica su patologie e problematiche dei “mascellari e relativi tessuti”, ed a tal proposito l’anatomia riconduce ad una grande vastità di tessuti oro-cranio-cervico-facciali.

Tutte le parti appena descritte vengono spesso sinteticamente nominate come apparato stomatognatico (dal greco stòma «bocca» e gnàthos «mascella»). Il medico specialista in questa disciplina è chiamato stomatologo o comunemente odontoiatra.

human teeth closeup odontoiatria generale caprioglio pavia

La Laurea in Odontoaiotria e Protesi Dentaria si ottiene dopo un corso universitario di 6 anni è suddivisa in varie aree di ricerca. In Italia sono riconosciute formalmente solo 3 aree specialistiche: Ortognatodonzia, la più antica, Chirurgia Orale e Odontoiatria Pediatrica (di recentissima costituzione) tutte con un corso di studi di ulteriori 3 anni.
E’ poi associato in maniera parallela il corso di Laurea Professionalizzante in Igiene Dentale, che è una laurea triennale.

Per semplicità desideriamo suddividere le aree cliniche secondo questo schema:

L‘odontoiatria conservativa si occupa di trattare le lesioni a carico dello smalto e della dentina dei denti, in principal modo dovuta a carie, ma anche a traumi, erosioni, abrasioni, con la finalità di restaurare la normale funzione ed estetica di questi ultimi. Per restaurare tali lesioni, è possibile utilizzare:

  • una tecnica diretta: l’odontoiatra prepara nel dente una idonea cavità eliminando il tessuto malato o non comunque conservabile e ricostruisce il dente nella stessa seduta;
  • una tecnica indiretta: l’odontoiatra prepara una cavità, eventualmente realizza una pre-ricostruzione (build-up) e ne rileva un’impronta che passa poi a un laboratorio odontotecnico. L’odontotecnico (tecnico specializzato nel costruire manufatti quali dentiere, protesi dentali, intarsi) costruisce poi un manufatto su misura, di grande precisione, che verrà cementato sul dente dall’odontoiatra nel corso di una seduta successiva.

La tecnica diretta è la più frequentemente utilizzata nel caso di lesioni piccole e medie; la tecnica indiretta di norma è riservata alle perdite di sostanza dentale più importanti.
Fino a pochi anni or sono, il materiale più frequentemente utilizzato per le otturazioni dei molari e premolari era costituito dall’amalgama d’argento. Da qualche anno tale materiale è stato progressivamente rimpiazzato dalle resine composite, che permettono, oltre ad una migliore estetica, anche l’esecuzione di cavità più conservative, cioè meno destruenti nei confronti del dente trattato, perché in questo caso è il materiale che si adatta alla cavità, mentre per l’amalgama al termine della bonificazione dalla carie era necessario dare alla cavità una forma idonea a ritenere il materiale. Le otturazioni, indipendentemente dal materiale, ma tassativamente con le resine composite, devono essere realizzate con l’ausilio della diga di gomma, ovvero di un foglio di gomma, posto in bocca del paziente, che ha lo scopo di non far giungere batteri sotto all’otturazione e di evitare che la saliva bagni i denti da trattare, visto che le otturazioni in composito sono “incollate” con adesivi che assolutamente non funzionano su substrati bagnati e, di conseguenza, le otturazioni si distaccherebbero, saltando via o infiltrandosi.

La diga dentale clinica dentale caprioglio

Nelle cavità più estese dove è necessaria una ricostruzione delle cuspidi è di solito preferibile una soluzione indiretta con intarsi (onlays) in oro (non estetici), in ceramica o in resina composita (entrambi estetici).

Qualche nozione in più sulla carie

La carie è una patologia che causa il danneggiamento dello strato di smalto che ricopre i denti.

A seconda del danno causato viene suddivisa in cinque stadi:

  1. Iniziale: nessun danno all’interno del dente, ma una macchia biancastra limitata alla superficie esterna dello smalto che può essere rimossa tramite un trattamento di fluorazione.
  2. Superficiale: il danno causato dalla carie ha generato una cavità che danneggia il primo strato di dentina sottostante lo smalto.
  3. Profonda: la cavità coinvolge ormai l’intero corpo dentinale.
  4. Penetrante: la carie è penetrata in profondità, avvicinandosi al tessuto nervoso dentale.
  5. Perforante: lesione causa di esposizione pulpare, poiché la carie ha raggiunto il nervo del dente.

Se non curata per tempo, la carie può causare danni che vanno dal semplice dolore fino alla perdita del dente. Ovviamente, il primo passo per evitare questi problemi è la prevenzione, quindi: igiene quotidiana della bocca effettuata in maniera costante.

sorriso filo interdentale clinica dentale caprioglio pavia

e regolari visite di controllo dal dentista

controllo carie clinica dentale caprioglio pavia

Quali sono le cause della carie?

Alcune delle cause principali dell’insorgere della carie sono esterne:

  • Se non vengono rimossi con la quotidiana igiene orale domiciliare, la loro presenza favorisce il deposito della placca dentale
  • Alimentazione: assunzione di cibi con scarso apporto di fluoro e/o eccessivo consumo di cibi e bevande zuccherate
  • Fumo

Altre cause sono invece legate alla fisiologia della persona:

  • Scarsa resistenza strutturale del dente.
  • Salivazione ridotta.

Il processo di sviluppo della carie è generato dai batteri prodotti dai residui di cibo non rimossi tramite la quotidiana igiene dentale domiciliare. I batteri, fermentando, producono degli acidi che insieme ai residui di cibo e alla saliva formano la placca: una sostanza che ricopre lo smalto dei denti come una pellicola.
Una volta posizionati sullo smalto, gli acidi iniziano ad eroderlo gradualmente andando a formare dei piccoli fori: le prime avvisaglie della carie. Da questo momento in poi, ogni ritardo nel trattare la patologia ne peggiora le conseguenze. L’azione della carie, infatti, diventa sempre più aggressiva fino a causare danni irreparabili che possono portare anche alla perdita del dente.

Quali sintomi della carie?

  • Stadio iniziale: generalmente non presenta alcun sintomo. Per questo, è fondamentale recarsi regolarmente dal dentista per una visita di controllo
  • Dallo stadio superficiale in poi: mal di denti, eccessiva sensibilità dentale, sensazione di dolore quando si assumono cibi dolci, caldi o freddi (sia solidi che liquidi), presenza di cavità visibili a occhio nudo sulla superficie dentale

Si può prevenire la carie?

Gli accorgimenti per prevenire la carie sono semplici, ma devono essere effettuati regolarmente:

  • Lavare i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto, almeno due volte al giorno. É buona norma integrare queste azioni con l’uso di collutorio e filo interdentale.
  • Effettuare ogni 6/12 mesi (a seconda della fisiologia di ogni singola persona) delle visite di controllo dal dentista: individuare per tempo l’insorgenza della carie semplifica enormemente le cure necessarie per contrastarla
  • In caso di un’alta propensione allo sviluppo della carie è possibile ricorrere a dei sigillanti dentali: pellicole protettive che si applicano alla superficie masticatorie dei denti posteriori (i più difficili da pulire con lo spazzolino) per chiudere scanalature e fessure (potenziali zone di accumulo di placca). Il loro utilizzo è possibile sia per i bambini che per gli adulti.
  • Limitare il consumo di cibi che possono rimanere facilmente bloccati negli spazi tra dente e dente e nei solchi delle superfici masticatorie (ad esempio: biscotti, caramelle gommose)
  • Moderare il consumo di cibi e bevande zuccherati.

Come si effettua la diagnosi della carie?

La presenza della carie viene riscontrata dal dentista durante la visita di controllo, sia tramite osservazione diretta che attraverso l’impiego di specilli: strumenti appositi che permettono di valutare l’eventuale presenza di fori nello smalto. A ulteriore supporto, l’odontoiatra può valutare anche l’utilizzo di esami radiografici che permettano di appurare al 100% il grado di gravità della carie in corso.

Quali sono i trattamenti per la carie?

Per eliminare le carie, il dentista deve rimuovere le parti necrotiche (e quindi compromesse) del dente per poi medicare l’area coinvolta e infine chiudere le cavità.
In base alla gravità della lesione, possono essere utilizzati:

  • Trattamenti al fluoro: utili per contrastare carie allo stadio iniziale. Per salvaguardare lo strato di smalto è possibile pianificare periodicamente dei trattamenti al fluoro
  • Otturazione: è uno dei trattamenti più conosciuti e più utilizzato. Contrasta situazioni in cui la carie ha già intaccato completamente lo smalto, ma non ha ancora raggiunto la polpa del dente. L’area lesionata viene curata e la cavità generata dalla carie riempita con appositi materiali.
  • Corone: in presenza di un dente particolarmente indebolito può essere necessario utilizzare un rivestimento sintetico fatto su misura che va a sostituire la corona (la parte più esterna) naturale del dente.
  • Devitalizzazione: quando la carie raggiunge la profondità del dente il danno ormai è irreversibile. Quindi la polpa dentale deve essere rimossa e poi sostituita con appositi materiali.
  • Estrazione: nei casi di estrema gravità il dente è talmente compromesso che l’unica soluzione è la sua rimozione

Con il termine endodonzia si intende quella branca dell’odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero lo spazio all’interno dell’elemento dentario, che contiene la polpa dentaria, costituita da componente cellulare, vasi e nervi.

Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione cariosa o traumatica al dente abbia determinato una alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi dello stesso. È possibile inoltre ricorrere a questa metodica qualora l’elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero con alta probabilità un’alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare).

Le tecniche endodontiche si dividono in terapia ortograda, quando è possibile operare attraverso il dente stesso, percorrendo le normali strade dei canali radicolari (terapia canalare o devitalizzazione e ritrattamento ortogrado), e retrograda, più comunemente indicata come endodonzia chirurgica, in passato con il termine apicectomia, per i casi in cui la via ortograda risulta preclusa per la presenza di impedimenti di natura iatrogena come perni endo-canalari o strumenti rotti di difficile eliminazione, per processi di calcificazione tali da aver comportato la sostanziale sparizione del lume canalare, o per il ripetuto fallimento della terapia ortograda.

Una protesi dentaria è un manufatto, realizzato da un odontotecnico abilitato, sotto la guida di un odontoiatra, utilizzata per aggiustare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici.
La progettazione e la costruzione delle protesi devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Funzionalità: riguarda il ristabilimento della corretta masticazione e delle funzioni articolari (apertura, chiusura, lateralità destra-sinistra, protrusione-retrusione e corretta fonetica).
  • Resistenza: la protesi deve resistere al carico masticatorio e all’usura dei liquidi buccali.
  • Innocuità: la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti.
  • Estetica: i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali in modo da non alterare il corretto profilo facciale del paziente

In base alla loro funzione ed localizzazione si possono essenzialmente dividere in:

A) Corone su denti singoli. Le corono su denti singoli sono preparazioni protesiche nei quali la radice dell’elemento trattato è conservata. Si ancorano o al dente opportunamente preparato (moncone) o, tramite perni endo-canalari, alla radice. Le corone, come anche gli elementi di ponte, possono essere in metallo, metallo ceramica oppure solo ceramica.

B) Ponti protesici. Solo manufatti odontoiatrici in cui un elemento mancante viene sostituito da una protesi che comprende anche gli elementi dentari adiacenti che vengono per questo ridotti a monconi e protesizzati anch’essi. L’elemento mancante assieme agli elementi pilastro (i monconi sui quali si appoggia) forma il ponte. Gli elementi pilastro devono avere un numero pari o superiore al numero delle radici pilastro degli elementi mancanti.

C) Protesi su impianto. In questo caso la radice dell’elemento mancante viene sostituita da un impianto dentale e su questo viene cementato o avvitato l’elemento protesico. Con gli impianti è possibile sostituire denti singoli o realizzare ponti o strutture più estese che possono sostituire tutti gli elementi dell’intera arcata dentaria.

impianto dentale clinica dentale caprioglio pavia

D) Faccette. Le faccette in porcellana sono sottili lamine in ceramica che vengono cementate sulla superficie vestibolare dei denti anteriori. I denti che accolgono una faccetta sono leggermente limati per far spazio alla ceramica. Tuttavia, la loro preparazione è estremamente conservativa e deve essere mantenuta a livello della porzione più superficiale del dente, lo smalto. Lo smalto consente un’adesione ottimale delle faccette al dente. Attraverso una csala colori viene selezionato il colore della faccetta per rnderla il più simile ai denti adiacenti

Scelta del colore in protesi dentaria clinica dentale caprioglio pavia

E) Protesi mobili. Con il termine “protesi mobile” si intendono tutte le protesi atte alla sostituzione di intere arcate o parti di essa. Sono definite mobili in quanto possono essere rimosse facilmente dal paziente durante l’arco della giornata. Protesi mobili sono la protesi totale, la protesi parziale e la protesi mista-scheletrata

La Chirurgia orale è la specializzazione di area odontoiatrica che si occupa di tutte quelle problematiche per cui si rende necessario un intervento di tipo chirurgico, e concettualmente include anche l’Implantologia e la parodontologia di cui si parlerà separatamente.
La chirurgia orale si occupa di:

  1. estrazioni dentarie semplici e complesse
  2.  avulsione di elementi inclusi
  3.  germectomie
  4. trattamento delle anomalie di eruzione
  5. asportazione dei frenuli labiali
  6. periodontiti apicali (endodonzia chirurgica)
  7. neoformazioni cistiche
  8. neoplasie odontogene
  9. neoplasie non odontogene
  10. biopsie ai fini di valutazione istopatologica
  11. scialolitiasi
  12. traumatologia dento-alveolare
  13. infezioni oro-facciali
  14. implantologia
  15. rialzo del pavimento del seno mascellare
  16. rigenerazione ossea

Per implantologia si intende quell’insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l’utilizzo di impianti dentali ovverosia dispositivi, metallici e non, inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare o mascellare atti a loro volta a permettere la connessione di protesi, fisse o mobili, per la restituzione della funzione masticatoria.

La Clinica Dentale Caprioglio è dotata dei più sofisticati programmi computerizzati per la progettazione e realizzazione dei protocolli di implantologia guidata fondamentale per il raggiungimento di risultati ottimali.

Implantologia guidata clinica dentale caprioglio pavia

Il principale vantaggio è quello che riguarda l’individuazione della zona dove inserire l’impianto e con essa lunghezza e diametro dello stesso al fine di aver una migliore predicibilità sull’intervento da compiere, sui sui tempi necessari per effettuare l’intera operazione, sulla prognosi a distanza (poiché comunque non è corretto affermare che con questa tecnica la probabilità di successo sia del 100%) e su costi che il paziente dovrà sostenere,

La parodontologia è una branca dell’odontoiatria che studia i tessuti del parodonto e le patologie ad esso correlate. Il parodonto è costituito da gengiva, osso alveolare, cemento radicolare (tessuto che ricopre la radice del dente) e legamento parodontale.
La parodontologia si occupa quindi dell’insieme dei tessuti molli (il legamento periodontale e la gengiva) e duri (cemento e tessuto osseo alveolare) che circondano il dente e che assicurano la sua stabilità nell’arcata alveolare (in condizioni di salute). La parodontologia, si occupa anche delle malattie che interessano il parodonto, queste vengono chiamate genericamente malattie parodontali o parodontopatie, o piorrea (termine storico oggi ancora utilizzato nella popolazione).
Esse sono le parodontiti e le gengiviti

Gengivite clinica dentale caprioglio pavia

Si calcola che molti milioni di italiani soffrano di tali malattie dopo i trenta anni di età. Con il termine “malattia parodontale” si intende la progressiva perdita dell’attacco epiteliale (NdR: in realtà non si perde, ma si sposta verso la radice del dente).
Queste modifiche anatomiche del parodonto sono conseguenze della malattia portano a due possibili manifestazioni cliniche:

  • recessione gengivale (gengiva abbassata che si evidenzia con un dente più lungo)
  • tasca parodontale. Le tasche parodontali si possono ancora classificare come sopra-ossee e infra-ossee, a seconda che il loro punto più profondo si trovi più coronalmente o apicalmente al profilo dell’osso alveolare.

Alla base della terapia vi è una corretta igiene orale (vedi area dedicata del nostro sito) ma in situazioni più complesse si può ricorrere alla terapia parodontale chirurgica, che rappresenta anch’essa una parte della chirurgia odontostomatologica ma altamente specialistica e può essere distinta in

  • terapia di accesso conservativa (esempio su difetti di tasca conservati a 3 pareti residue)
  • terapia di accesso resettiva (esempio su difetti di tasca molto poco conservati e irregolari a 1 parete residua, crateri interprossimali e lesioni delle forcazioni)
  • terapia di accesso rigenerativa (sia su difetti di tasca contenitivi che su difetti di tasca non contenitivi, indicazioni principali sono rappresentate da lesioni infra-ossee e difetti di forcazione di 2 grado mandibolari)
  • terapia muco-gengivale (estetica, pre-protesica, funzionale per il trattamento delle sindromi da ipersensibilità dentinale a radice esposta)

La patologia orale (o medicina orale o anche stomatologia) è quella branca della medicina che studia gli aspetti clinici, anatomo-patologici e terapeutici delle malattie che interessano la mucosa e le parti molli della cavità orale, nonché i tessuti delle regioni periorali.
In senso ampio, tipicamente in senso accademico, ma non etimologico, include la patologia odontoiatrica, diretta alla diagnosi e al trattamento dei tessuti duri del dente e alle affezioni pulpari.
Nell’approccio convenzionale la patologia orale può essere considerata su base eziologica o patogenetica.
La patologia orale si occupa di:

  1. Malattie disembriogenetiche della mucosa orale
  2. Infezioni della mucosa orale
  3. Granulomatosi orofacciali
  4. Malattie a genesi immunologica
  5. Condizioni precancerose
  6. Lesioni potenzialmente maligne
  7. Lesioni pigmentate
  8. Tumori del cavo orale

La Clinica Dentale Caprioglio è collegata con i principali esperti del settore e con i principali laboratori di anatomia e istologia patologica al fine di garantire un rapido inquadramento della patologia e instaurare il protocollo operativo più indicato secondo le più aggiornate linee guida internazionali.

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